Capodanno: non solo Strauss e arie d’opera… - Giovanni Costantini conductor
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Capodanno: non solo Strauss e arie d’opera…

Non solo valzer e polke degli Strauss. E non solo ouverture di Rossini e arie d’opera. Fra la tradizione viennese e lo stile italiano c’è spazio per far conoscere altre bellezze al pubblico dei concerti di Capodanno.
È quello che cercherò di fare – come ogni anno e, per l’appunto, nel rispetto della tradizione – anche nei tre concerti per celebrare il passaggio all’anno nuovo che condurrò a breve: sabato 30 dicembre nell’amato e meraviglioso Teatro Civico di Schio e l’1 gennaio in doppia replica al Teatro Aurora di Campodarsego e nella deliziosa bomboniera del Teatro Accademico di Castelfranco Veneto.

Felice di tornare a dirigere una produzione di Capodanno e felice di farlo alla guida dell’Orchestra Giovanile Regionale Filarmonia Veneta, con la quale prosegue la collaborazione. La ventata di novità, che aiuta a rendere il programma particolarmente piacevole, porta i nomi del soprano Cecilia Rizzetto e della giovanissima violinista Elisa Cecchini, due colleghe brillanti e intraprendenti con le quali non vedo l’ora di andare in scena.

Ed eccolo, quindi, il programma ad ampio ventaglio: apertura di sipario con l’ouverture da “L’Italiana in Algeri” di Rossini e a seguire l’aria “Una voce poco fa” da “Il barbiere di Siviglia”; spazio al violino solista con la delicatezza e l’eleganza francesi nella celebre Meditation dall’opera “Thaïs” di Massenet e con i fuochi d’artificio dell’Introduzione e Rondò capriccioso di Saint-Saëns; gli Strauss arrivano prima con la Tick Tack Polka e poi con la polka “Alla caccia!”; nuovamente una parentesi idilliaca con il Vocalise di Rachmaninov, un canto libero e senza parole, per poi tornare alla pirotecnia musicale nella celeberrima Ciarda per violino di Monti; si giunge al finale con un’altra polka molto amata dal pubblico, la Polka dei Contadini, e con l’aria “Mein Herr Marquis” di Strauss. Non può mancare il valzer “Sul bel Danubio blu”, come non mancheranno i diversi bis, con qualche sorpresa.

I 500 posti del Teatro Civico di Schio sono già pressoché esauriti, ma riempire i 400 del Teatro Aurora sarà un’impresa; a breve in vendita anche i biglietti del piccolo teatro all’italiana di Castelfranco Veneto, che da quest’anno, grazie alla stessa sinergia tra pubblico e privato che ha dato vita al concerto di Schio, rinnova la tradizione dell’appuntamento di Capodanno.
A Schio e Castelfranco, a fine concerto, brindisi in foyer. Ma anche a Capodarsego non mancheranno le bollicine: le portiamo noi in palcoscenico, come sempre.