La musica, fin dalle origini, è tanto figlia dell’estro creativo umano quanto delle situazioni sociali che ne richiedevano la presenza, ossia è nata come libera espressione ma anche come prodotto al servizio. Tutt’ora lo è, e questo non la svilisce in alcun modo, se il contesto socio-culturale è degno.
In una post modernità che ha fatto dire “Il concerto è morto” e in cui il pubblico della cosiddetta Classica sta vivendo con fatica il passaggio generazionale, chi – come il sottoscritto – è alla costante ricerca di senso nel riproporre l’esecuzione in pubblico di brani che hanno (già) fatto la storia della musica e dell’umanità, può anzi vedere nella celebrazione e nella ricorrenza un’occasione di pensiero artistico e, per l’appunto, di senso, sociale e culturale.
Ecco che il concerto di sabato 4 luglio alle ore 21:00 presso il Duomo di San Pietro Apostolo di Schio nasce, per volontà della Città di Schio, al fine di commemorare tutte le vittime per cause belliche del secondo conflitto mondiale, ma diventa anche occasione artistica di impaginare e proporre un programma attraverso i secoli incentrato sul tema del Miserere, dopo che l’edizione del 2025 aveva proposto simile percorso sul Lux aeterna.
Il programma musicale ha il suo cuore in una delle composizioni sacre più alte e meno eseguite di W. A. Mozart, l’oratorio Davide penitente K469, per due soprani, tenore, coro e orchestra.
L’individuazione di quest’opera nasce dal valore e dal significato che il testo sublimato in polifonia dal genio mozartiano può offrire a questa occasione di riflessione sulle gesta umane: si tratta del Salmo 51 nella rilettura poetica di Saverio Mattei, letterato napoletano coevo di Mozart.
Fin dalle prime parole – Alzai le flebili voci al Signor, da mali oppresso – si disvelano l’intensità e l’autenticità di una pagina che mette l’umanità e le sue debolezze in ginocchio davanti a Dio e alla storia. È detto anche il salmo del Miserere, per la misericordia che invoca, o salmo di Davide, il re che con le sue grandezze e contraddizioni è caleidoscopio dell’intera umanità.
L’esecuzione di questo capolavoro è preceduta da una sorta di rito musicale in preparazione, durante il quale rintocchi di campana e armonie ancestrali introducono il tema della memoria e della morte, del sacro e dell’umano. In questo momento introduttivo si collocano il Cantus in memoriam Benjamin Britten di Arvo Pärt, il canto gregoriano del Miserere, la Danza degli spiriti beati di C. W. Gluck, tratta dal suo Orfeo ed Euridice, e il brano organistico Cortège et Litanie di M. Dupré.
Il momento musicale e spirituale – più che concerto, come nelle intenzioni – si conclude nuovamente nel segno del contemporaneo, con un inno di supplica e lode per soprano, doppio coro e orchestra composto nel 2007 dal maestro scledense Giovanni Bonato: Non nobis, Domine.
Per questo concerto ho piacere di tornare alla compagine giovanile di ORV Filarmonia Veneta, di collaborare con il Coro Città di Piazzola sul Brenta preparato dal maestro Paolo Piana, e di fare musica con i solisti Gaia Ammaturo (in foto), Marta Fraccaroli e Marco Baratto. Il soprano solista nel brano di Giovanni Bonato è Julia Rinaldi. All’organo, il maestro Mattia Sciortino.
Sono grato al professor Stefano Lorenzetti, le cui lezioni di Estetica mi hanno dato molte delle conoscenze necessarie per leggere oltre lo spartito: mi auguro che in questo programma abbia la soddisfazione di vedere proposti brani di non frequente inserimento nei programmi di sala.
Ringrazio anche il maestro Umberto Benedetti Michelangeli per aver condiviso con me il suo grande sapere di musicista e direttore, in questo Mozart, ma non solo.
Grazie al maestro Maria Dal Bianco per le preziose indicazioni sul canto gregoriano e per la disponibilità che sempre mi esprime.
E grazie infine al professor Marco Scavazza per aver avvallato il coinvolgimento di tre giovani cantanti già professionisti ma che oggi sono anche suoi allievi, e averne curato la preparazione.
Il concerto è ospitato dalla parrocchia del Duomo, su gentile concessione di don Carlo Guidolin, a cui va il grazie di tutti.
L’evento è promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Schio, guidato dall’assessore Marco Gianesini; alla realizzazione ha contribuito anche l’azienda Tiemme s.r.l. di Lorenzo Tomiello.
A questi soggetti va riconosciuto di aver colto che la musica è una voce di pacificazione più forte di qualunque proclama.