Capodanno: la forza della danza, il destino dei commedianti - Giovanni Costantini conductor
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Capodanno: la forza della danza, il destino dei commedianti

C’è un’opera di Verdi che, tra i musicisti, è detta “l’innominata”: si dice porti una sfortuna tremenda (per non utilizzare termini più espliciti). Pur di non menzionarla si è coniato un sinonimo universalmente riconosciuto: “La potenza del fato”. Sarà perché alla fine della vicenda narrata muoiono quasi tutti – come per altro accade in tutti i melodrammi del periodo – o forse a causa di una serie di coincidenze accorse a più d’un orchestrale…
Non sembra di buon auspicio, dunque, aver inserito l’ouverture di quell’opera nel programma degli undici concerti di Capodanno che avrò il piacere di dirigere alla guida di ORV Orchestra Regionale Filarmonia Veneta, tra fine 2025 e inizio 2026, ossia in quell’occasione in cui ci si augura il meglio per il tempo a venire. Nonché in una produzione che, notoriamente, è spesso funestata da nevicate, cantanti senza voce e lampadari sospesi in aria.

Tuttavia si tratta di musica troppo bella per rinunciarvi. Quale scaramantico compromesso, si accetti un gioco di parole che va a mescolare il titolo verdiano con quello della “Danza dei commedianti”, vorticoso brano di Bedřich Smetana tratto dall’opera “La sposa venduta”, che pure verrà proposto in concerto. Ne esce così un titolo che è anche intento programmatico: la forza della danza, il destino dei commedianti. Una sorta di promemoria ai naviganti di un pianeta che troppo spesso assomiglia al Titanic: guardiamo all’anno nuovo consapevoli di recitare in una grande commedia del cui finale siamo solo in parte artefici e in cui il quotidiano può essere sublimato dalla bellezza dell’arte.

In questo senso, le musiche della tradizione di un concerto di Capodanno toccano il vissuto di tutti e si rivolgono a tutti, grazie alla popolarità dei temi elevati dalla raffinatezza del linguaggio: ecco allora un’ampia gamma di stati d’animo espressi dalle arie – bollenti spiriti, rimorso, mercé, supplica, aspettativa, nostalgia, ma anche soavità, leggerezza e malizia – e altrettanti sentimenti interpretati dai brani orchestrali, ora danza e ora pathos.
Pagine celebri di autori celebri come Donizetti, Verdi, Puccini, Lehár, Strauss: non possono mancare. Ma anche qualche sorpresa o novità, come il già menzionato Smetana, e poi Offenbach e Prokof’ev.
No, niente musica da film – che apprezzo e che ho avuto il privilegio di dirigere per il Festival del Cinema di Venezia – e nemmeno inno nazionale o brani popolari, che rispetto e considero nel giusto contesto. Credo nel valore di un concerto di Capodanno in cui la tradizione viennese incontra l’opera italiana e quest’anno ho il piacere di dirigere un’orchestra che è figlia di questa tradizione.

Onorato dell’invito di una delle più importanti orchestre della regione, ORV Filarmonia Veneta, con cui andrò in teatri belli e importanti per il territorio – su tutti, il “Del Monaco” di Treviso e il Sociale di Rovigo – e felice di essere quasi sempre affiancato dall’eleganza delle presentazioni a cura di Elena Filini.

Il calendario dei concerti è disponibile nella home del sito e nel link qui sotto. Buona fine e buon inizio… vi aspetto ai concerti!

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